MASCALUCIA – Non sarà il Comune di Mascalucia a restituire 500 mila euro alla società Calcio Catania, al contrario sarà quest’ultima a dover ora pagare 1 milione e 300 mila euro per tasse mai versate. La decisione arriva dal CGA che con una recente sentenza mette la parola fine ad una controversia giudiziaria iniziata diversi anni fa. Al centro della vicenda, la realizzazione del mega centro polisportivo polivalente di Torre del Grifo nel territorio di Mascalucia. L’impianto, costato oltre 20 milioni di euro, è di proprietà della società etnea. Il Comune all’epoca dell’approvazione del progetto aveva fatto sborsare più oneri del dovuto alla società Calcio Catania. Ma il credito vantato da quest’ultima verrà ora semplicemente scalato, tramite una procedura di compensazione, dalla somma complessiva di oltre 1 milione di euro che il Calcio Catania è tenuto a corrispondere all’amministrazione mascaluciese per vecchi tributi fiscali mai versati. Ovvero Imu, Tari e tasi.

È così che il Comune quasi in calcio d’angolo è riuscito ad evitare che la società infilasse le mani nelle casse dell’ente per prelevare la cospicua somma. Ma andiamo per ordine. Tutto inizia quando nel 2009 il Consiglio Comunale approva il progetto per la realizzazione del centro sportivo di Torre del Grifo. Alla società calcistica l’amministrazione quantifica un contributo concessorio di euro 3.896.225.62 per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione dell’opera. Ma il Comune sbaglia i conti e chiede alla società più di quanto dovuto. Così il Catania decide di fargli causa. Il Tar nel 2012 gli dà ragione proprio nella parte in cui il provvedimento amministrativo comunale imponeva la corresponsione delle somme.

La sentenza accogliendo in parte le richieste del Catania “stigmatizza – si legge – l’utilizzo da parte del Comune di coefficienti impropri in luogo di quelli previsti per gli insediamenti residenziali in zona agricola limitatamente al residence per la squadra e alla casa del custode, annullando la sanzione irrogata dal Comune per l’asserito ritardo nel pagamento della seconda rata del contributo”. La sentenza viene però successivamente impugnata da entrambe le parti. Il Tar nel 2015 accoglierà parzialmente le istanze stavolta del Comune – guidato dal sindaco Giovanni Leonardi – che ricalcolerà i nuovi importi degli oneri concessori per la società. Secondo i nuovi conteggi, emerge una differenza pari a quasi 500 mila euro di contributi erroneamente versati dalla società al Comune, appunto. Ma questo non restituisce ancora la somma e prende tempo. A quel punto, allora, la società intenzionata a riavere i soldi si rivolge di nuovo al tribunale per ottenere l’esecutività della sentenza emessa 279 nel 2012 e la possibilità di prelevare coattivamente la somma dalle casse dell’ente locale. Ma è allora che Il Comune decide di avviare una procedura interna di verifica dei tributi, al cui esito vengono fatte notificare alla società calcistica cartelle di pagamento del valore di un milione e 300 mila euro per tasse mai versate. Una “contromossa” da parte del Comune che il Cga con la sentenza n° 28 del 2018 ha riconosciuto legittima.

I giudici specificano, infatti, che il Comune non è stato affatto condannato al pagamento della somma. “Per la verità – si legge – con la sentenza ottemperanda non si dispone nessuna condanna del Comune a pagare alla ricorrente l’importo di euro 425.527,89, in quanto la sentenza si limita, in riforma della sentenza del Tar Sicilia – Catania 2.2.2012 n. 279, a procedere all’annullamento parziale degli atti comunali impugnati in primo grado, onerando il Comune di ricalcolare gli oneri concessori applicando il coefficiente indicato nella sentenza. Pertanto la predetta somma di euro 425.527,89 è stata autonomamente individuata dal Comune come conseguenza dell’annullamento degli atti comunali, con i quali era stato imposto al Club Calcio Catania il versamento (rivelatosi eccessivo) di oneri per opere di urbanizzazione”.

La scelta del Comune di desistere dal pagare la citata somma deriva piuttosto – come scritto dai giudici – “dai numerosi crediti che vanta nei confronti della società ricorrente, di molto superiori al credito della società, per cui questo Consiglio potrebbe dichiarare l’intervenuta compensazione tra le somme oggetto della sentenza n. 155/2015 ed il maggior credito, di cui sarebbe titolare il Comune, quale risulta dagli avvisi di accertamento; più esattamente i crediti vantati dall’amministrazione sarebbero di natura tributaria e risulterebbero soprattutto dall’avviso di accertamento emesso in data 5 agosto 2016 e già passato a ruolo di Riscossione Sicilia per euro 274.229,00 e dall’avviso di accertamento emesso in data 2.4.2016 dell’importo di euro 466.073,00, tutti crediti liquidi, certi ed esigibili che andrebbero compensati con le somme oggetto della domanda di esecuzione del giudicato”;

Insomma, la situazione si è così ribaltata, ed il Comune da debitore è passato a essere creditore di circa 1 milione e 300 mila euro. E per i giudici, ha, dunque giustamente invocato il riconoscimento del diritto di compensare il credito della società ricorrente con crediti vantati dal Comune. Infatti, precisa la sentenza che “attraverso l’operazione compensativa proposta non può dubitarsi che la sentenza trovi esecuzione (..) ricevendo in tal modo un indubbio vantaggio giacché viene a trovarsi nella condizione di pagare i debiti tributari nella minore misura che risulta dalla compensazione”.

È questo l’ultimo atto firmato dal sindaco uscente del Comune, Giovanni Leonardi che come annunciato ha scelto di non ricandidarsi alle elezioni comunali del prossimo 11 giugno. E adesso toccherà al prossimo primo cittadino e amministrazione procedere con il recupero dei tributi già avviato da Leonardi. “Per noi il Calcio Catania – dichiara il sindaco a LiveSicilia – è un’importante realtà e siamo davvero orgogliosi della presenza di questa struttura nel territorio. Il Catania è soprattutto il maggiore contribuente del Comune. Abbiamo avviato una procedure di verifica atta al recupero degli oneri tributari per difendere l’ente dal prelievo coattivo di 500 mila euro dalla casse. Non voleva essere un aggredire. La nostra decisione è scaturita proprio dal momento di difficoltà che stavamo vivendo a seguito dell’esito della sentenza che giustamente dava ragione alla società. Abbiamo appurato che Il Catania doveva dei soldi al Comune e pertanto abbiamo adottato tale strategia. La compensazione ci sembrava la soluzione migliore per tutti. Questo era il mio compito e impegno morale. Adesso, la prossima amministrazione dovrà proseguire con il recuoero delle somme restanti”, conclude Leonardi.

Fonte: catania.livesicilia.it

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