La questione ruota tutta attorno la realizzazione dell’impianto di Torre del Grifo. Il Catania è chiamato a versare una somma di circa 1 milione di euro legata ad alcuni tributi da versare nelle casse del comune pedemontano“

La sentenza del Cga numero 28 del 2018 tiene viva la querelle tra Calcio Catania e Comune di Mascalucia. La questione ruota tutta attorno la realizzazione dell’impianto di Torre del Grifo. Dalla somma iniziale di circa 500 mila euro che il Comune doveva restituire alla società di via Magenta per costi legati agli oneri di realizzazione dell’impianto, si è passati, con una procedura di compensazione decretata nell’ultima sentenza, alla situazione inversa, con il Catania chiamato adesso a versare una somma di circa 1 milione di euro legata ad alcuni tributi da versare nelle casse del comune pedemontano.

DICHIARAZIONI CALCIO CATANIA. “Il Calcio Catania, tra i maggiori contribuenti del comune di Mascalucia, ha provveduto e provvede regolarmente al pagamento delle rate relative ad imposte e tributi. Calcio Catania S.p.A. pertanto non è da intendersi quale soggetto moroso ma, al contrario, come un contribuente che, in coerenza con le prescrizioni normative, provvede, con modalità rateale, a corrispondere le imposte comunali. Il Comune di Mascalucia, a titolo di imposte sugli immobili, richiede ogni anno il pagamento a Calcio Catania di oltre 400.000 euro, applicando coefficienti non riconducibili agli immobili presenti all’interno del Centro Sportivo “Torre del Grifo Village”.

Ed infatti i tecnici incaricati da Calcio Catania S.p.A. hanno avviato le verifiche per porre in essere le attività finalizzate all’accertamento del corretto importo dovuto al Comune di Mascalucia. Ciononostante la Società Calcio Catania S.p.A. ha richiesto ed ottenuto all’Ente di riscossione di potere fruire della previsione normativa della rateizzazione dell’importo dovuto ed, in coerenza con il piano di ammortamento approvato, sta corrispondendo le relative rate.

In merito ad oneri relativi alla realizzazione del Centro Sportivo “Torre del Grifo Village”, il Comune di Mascalucia omette di riferire che  ha percepito dalla società Calcio Catania somme di gran lunga superiori a quelle dovute, determinate a seguito dell’utilizzo di coefficienti impropri. La Società Calcio Catania, atteso il protrarsi dell’inadempimento del Comune, ha dovuto sostenere gli oneri di ben due Giudizi Amministrativi per vedere riconosciuto il diritto del Calcio Catania alla restituzione di oltre 500.000 euro. Il Comune di Mascalucia, nonostante  sentenze di primo e secondo grado lo obbligassero al rimborso, non ha corrisposto al Calcio Catania tale importo.

La citata sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, al quale si è dovuto ulteriormente rivolgere il Calcio Catania per ottenere l’adempimento delle sentenze,  dispone l’applicazione dell’istituto della compensazione tra quanto dovuto dal Comune di Mascalucia al Calcio Catania, per l’erronea determinazione degli oneri di cui sopra, e quanto il Calcio Catania deve e dovrà, per tributi ed imposte, al Comune stesso. Rispetto a tale sentenza, però, il Comune di Mascalucia è ancora una volta inadempiente, non avendo ancora proceduto allo sgravio dei tributi conseguente all’adozione del meccanismo di compensazione.

Il Comune di Mascalucia omette ancora una volta di riferire che deve ancora al Calcio Catania un’ulteriore somma pari a 100.000 euro, oltre interessi e rivalutazione: tale debito si riferisce al completamento ed all’apertura di una strada, nel contesto delle opere di urbanizzazione relative alla citata realizzazione del Centro Sportivo “Torre del Grifo Village”. Il Comune di Mascalucia avrebbe dovuto provvedere al pagamento già a seguito del collaudo: non avendo adempiuto, il Calcio Catania ha provveduto ad avviare  le conseguenti azioni a tutela delle sue ragioni.

REPLICA DEL SINDACO DI MASCALUCIA GIOVANNI LEONARDI. “Leggere le asserzioni della società Calcio Catania S.p.a. significa non rendere giustizia al reale assetto giudiziario ancora in parte in corso che esiste tra la società e l’Amministrazione Comunale di Mascalucia dinanzi al Giudice Amministrativo e Giudice Civile, non senza passare dal dare un rapido sguardo alle vicende tributarie.

In primo luogo, va chiarito che la società calcistica fornisce un miscuglio di notizie tra loro non ordinate e che appartengono a comparti differenti. La società Calcio Catania non provvede regolarmente al pagamento delle imposte comunali tanto da aver accumulato un debito nei confronti del Comune pari a oltre € 1.500.000,00 per IMU anni 2013 – 2016 (e sta maturando anche il 2017) e per TARI 2013 al 2015.

La sentenza del CGA (n. 28/2018) è molto chiara poiché non solo indica con precisione tali imposte non liquidate, ma specifica che solo per taluni importi è stata chiesta la rateizzazione e precisamente per la somma di € 274.229,00 dovuta per mancato pagamento IMU annualità 2013. va anche precisato che di tale rateizzazione sono state corrisposte pochissime rate.
Ciò detto e precisato che nessuna impugnazione pende avverso tali imposte nè avverso le relative cartelle emesse da Riscossione Sicilia s.p.a. dinanzi alla Commissione Provinciale Tributaria di Catania, va chiarito che la determinazione dell’importo (lamentato nel commento oggi riscontrato) non dipende da una determinazione del Comune, bensì dall’Agenzia del Territorio, con la quale la società non risulta abbia interloquito.

La sentenza del CGA, in virtù dell’applicazione dell’estinzione dovuta alla compensazione legale, demanda al Comune la possibilità di imputare il credito vantato dalla società calcistica (che ammonta ad €425.527,89 oltre interessi) ai tributi dovuti, provvedendo alla riduzione e, dunque, allo sgravio.
Trattasi di operazioni che importano una serie di adempimenti amministrativi specie con riferimento alle previsioni di bilancio e che sono in corso di definizione (d’altra parte la sentenza è stata pubblicata l’11 Gennaio scorso); nessuna tempistica ha imposto il CGA. Nessun importo di € 500.000,00 deve essere restituito, dunque, alla società, ma solo scomputato dagli oneri tributari di molto maggiori.

Seconda precisazione. La società calcio catania assume di vantare un ulteriore credito di €100.000,00 per i quali ha attivato le opportune attività giudiziarie. Anche questa affermazione è errata.Trattasi di alcune opere di urbanizzazione secondaria realizzate dalla società che non sono state ancora liquidate perché il Comune vanta un importo ben maggiore nei confronti della medesima società. E difatti, nella convenzione di urbanizzazione la Calcio catania s.p.a. è stata onerata della realizzazione di un’opera sportiva del valore di € 500.000,00 mai realizzata. Il Comune di Mascalucia ha avviato un giudizio che pende dinanzi al T.A.R.S. Catania (n. 500/2018) con cui ha provveduto a tutelare le proprie ragioni e soprattutto per fare in modo che la comunità di Mascalucia non perda il grande vantaggio che avrebbe ottenuto da questa prescrizione convenzionale. Il T.A.R. non ha accolto, purtroppo, la richiesta di ingiunzione di pagamento in corso di causa, per via della contestazione del quantum, dell’importo dovuto da parte della società. Si è in attesa della fissazione dell’udienza di merito. Anche in questo caso, l’Amministrazione procederà alla riduzione dell’importo scomputando le € 100.000,00 ove dovute.

Terza precisazione. La società Calcio Catania si guarda bene dal riferire che tutti questi contenziosi nascono da inadempimenti dovuti a proprio fatto e colpa. Tra l’altro l’Amministrazione, visto l’oramai considerevole importo accumulato per il mancato versamento delle tasse, è costretta ad attivare anche rimedi di esecuzione forzata in proprio. Il Comune è ben felice di ospitare una struttura come Torre del Grifo, ma ragione preminente sottesa all’interesse pubblico è che la società sia un buon contribuente, di modo da portare alla città benessere. Invece sinora la società calcistica non ha onorato alcuno dei suoi obblighi.

Non si dimentichi anche che pende dinanzi al Tribunale Civile di Catania (n. 86/2016 R.G.) la causa per il risarcimento per i danni arrecati al campo Turi Guglielmino utilizzato dalla società calcistica e lasciato ammalorato e ad oggi inutilizzabile. Con una recente ordinanza il Giudice ha fissato l’udienza del 2 Luglio prossimo per tentare la conciliazione, rimettendo alle parti di manifestare un concreto impegno. L’Amministrazione ha già mostrato segni d’apertura, ai quali non è seguita mai una proposta da parte della società. La replica era dovuta, al fine di fornire ai lettori la realtà delle vicende giudiziarie, indicando anche gli atti e i procedimenti per dovere di trasparenza, corretta informazione e possibilità di verifica. Tutti elementi che sfuggono alle deduzioni non veritiere e direi fantasiose rilasciate dalla società”

 

 

 

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